Tragedia della Concordia «Costa Crociere»: ecco le prime cifre per risarcimento passeggeri
Vademecum con tutte le azioni da intraprendere in vista della richiesta danno
Per informazioni resta attivo il numero verde Giesse 800.12.55.30
BELLUNO – Fino a 480mila euro in caso di morte, 2.700 per ciascun bagaglio a mano perso o distrutto e 4.050 per le altre valigie imbarcate. Queste le prime cifre in mano a Giesse, società leader da oltre 15 anni nei settori risarcimento danni e responsabilità civile, applicabili al rimborso dei passeggeri della Concordia di Costa Crociere. «I riscontri emergono dalla convenzione di Atene del 13 dicembre 1974 relativa al trasporto via mare di passeggeri e dei loro bagagli (modificata successivamente dal Protocollo di Londra del 1 novembre 2002, adottata poi dall’Unione Europea il 12 dicembre 2011) - spiega Bruno Marusso di Giesse, il cui testo andrà ora a disciplinare tempi e modi delle pratiche di risarcimento di tutti i passeggeri e lavoratori a bordo della Concordia».
Le cifre sono stimate in base al valore di una valuta “convenzionale”, il diritto speciale di prelievo (DSP) - adottato dal Fondo Monetario Internazionale e utilizzato anche come unità di conto per il risarcimento dei danni da trasporto aereo e marittimo -, il cui viene stabilito periodicamente in base a una media tra le diverse valute «forti» a livello mondiale (Dollaro, Euro, Yen).
Emergono così i primi tetti massimi di risarcimento applicabili al caso della Concordia: circa 480mila euro in caso di morte, circa 2.700 euro per ciascun bagaglio a mano perso o distrutto e circa 4.050 euro per le altre valigie fatte imbarcare.
Per quanto riguarda eventuali gioielli o preziosi andati persi nel corso del naufragio, la carta di Atene non ritiene invece «il vettore responsabile in caso di perdita o danni riguardanti denaro contante, titoli negoziabili, oro, argento, gioielli, preziosi, opere d'arte o altri oggetti di valore, salvo che tali oggetti siano stati depositati presso il vettore e che questi abbia convenuto di custodirli in luogo sicuro». In altre parole, o i preziosi sono stati chiusi in cassetta di sicurezza, o il loro valore non è dimostrabile e non potrà dunque essere rimborsato salvo eventuali assicurazioni o diverse coperture stipulate ad hoc. Per quanto riguarda i beni regolarmente affidati in sicurezza, inoltre, l’articolo 8 della carta di Atene limita a circa 4.050 euro il relativo rimborso, salvo anche in questo vaso eventuali altre assicurazioni.
E’ bene ricordare, comunque, che i limiti di risarcimento sopra evidenziati non operano in caso si dimostri che ci sia stato un comportamento “temerario” o comunque la “consapevolezza” del verificarsi di un probabile danno.
In vista dell’avvio delle prime pratiche di risarcimento, ecco inoltre un pratico vademecum fornito da Giesse con i primi essenziali passi da compiere in vista dei rimborsi:
Per qualunque informazione, resta sempre attivo il numero verde Giesse 800.12.55.30.
Gestione Sinistri si occupa da 15 anni di risarcimento danni e tutela le persone che hanno subito lesioni lievi, gravi o gravissime e coloro che hanno perso un congiunto: sono oltre 30mila i danni gestiti finora, tra i quali anche noti casi di cronaca italiana e internazionale come il disastro ferroviario di Viareggio del 29 giugno 2009 e la sciagura del volo «Air France» 447 decollato la sera del 31 maggio 2009 da Rio de Janeiro con destinazione Parigi e precipitato poche ore dopo nell’oceano Atlantico, uccidendo 228 persone, 10 delle quali italiane.